Friuli Collinare
Rive d'Arcano
La storia
Dove siamo
Ambiente
Arte e cultura
Protezione Civile
Distributori di turno
Farmacie di turno
Progetto Life Vento

 

 

 

La storia

Il Castello d'ArcanoRive D'Arcano! Già questo toponimo dovrebbe attirare l'attenzione e invogliare quanti sono alla ricerca di ciò che si nasconde dietro un nome così arcaico: storia o leggenda?

Il tutto è legato al casato di un'antica famiglia le cui origini hanno dato il toponimo alla zona, casato che trae le sue origini dal capo-stipite conte Leonardo di Corno, al quale fra il 1OOO e il 11OO venne assegnato il feudo dall'imperatore germanico Ottone. "Leonardo du Cornu" proveniva dalla Baviera ed era imparentato con la famiglia reale croata; lo testimonia lo stemma nobiliare originario, "scudo a scacchiera bianco - rossa" al cui stemma, per la fedeltà di Leonardo all'Imperatore e al Patriarca di Aquileia, sono stati aggiunti tre cani; Leonardo viene quindi chiamato signore di Tricano o Tercano sin dal 1175 e nel 1208 viene insignito del titolo di Conte. A seguito poi dell'evoluzione della lingua scritta e parlata, da Tricano a d'Arcano il passo fu breve. Queste in sintesi le notizie storiche che diedero il primitivo toponimo di "Riparii Arcamensis" alla zona.

Però il territorio di Rive d'Arcano conserva antiche vestigia che Ruota del mulin di Calciotaffondano le radici nella preistoria: lo testimoniano i resti di un "Castelliere" che sorgeva sul terrazzo morenico in località chiamata "Zucule" a ponente dell'attuale abitato di Rive d'Arcano fra i torrenti Patoc e Corno.
Del Castelliere si conserva ancora un aggere in terra battuta e muraglia a secco che risale all'epoca pre-romana (oltre un millennio a.C.); a questo si aggiunge la necropoli della "Cava" tra Giavons e San Daniele dove sono state scoperte una dozzina di tombe romane del II e III secolo d.C.
A questi lacerti storici si aggiunge il ritrovamento di una tomba longobarda sita in località "Fornace" a Rodeano Basso del cui arredo funebre faceva parte una croce d'oro esposta a Cividale nella mostra sui Longobardi.

Tornando agli Arcano, si ha notizia della loro prima dimora: un Castello sito in località San Mauro sulle rive nei pressi del Corno: da qui il titolo al capostipite "Leonardo del Corno".

Il castello venne più volte distrutto nel corso delle invasioni barbariche (Unni, Ungari), e sempre ricostruito "su più alte e sicure rive"; così afferma, nella sua originaria forma medioevale, l'attuale proprietario ingegner Domenico Taverna che gentilmente permette la visita a scolaresche e a gruppi regolarmente autorizzati.

Nel territorio si aggiungono poi le quattro chiesette monumentali, prima fra tutte la Pieve di San
Martino, della quale si hanno notizie sin dal 1077; seguita da San Mauro, dove esiste ancora la tomba di famiglia degli Arcano; poi la Cappella gentilizia all'interno del Castello, dedicata alla Madonna della Neve; infine la chiesetta di San Giorgio ad Arcano inferiore; tutti questi gioielli storico-artistici sono in buono stato dopo essere stati riparati dal degrado e dai danni del terremoto 1976.

Rive d'Arcano fu eretto a comune autonomo nel 1806, con la riforma amministrativa napoleonica; conta 2300 abitanti distribuiti nei centri abitati del Capoluogo e nelle frazioni di Rodeano Basso, Rodeano Alto, Rivotta, Pozzalis, Raucicco, Giavons, Arcano Inferiore e Arcano Superiore.

Muraglia a secco di epoca pre-romanaIl territorio si estende longitudinalmente da San Vito di Fagagna, Coseano e Fagagna, fino a San Daniele e Majano, a cavallo delle colline della cerchia più avanzata che costituiscono l'anfiteatro morenico del Tagliamento.
La parte collinare del territorio è di una bellezza naturale incomparabile: dalla sommità del Col Roncon (m240) si gode di un doppio panorama; a sud la vista si espande su tutta la pianura friulana e nelle giornate più serene e limpide si intravedono i grattaceli di Lignano ed il mare, mentre a nord si ammira l'arco delle Prealpi Carniche con la piana di Majano e Osoppo e sullo sfondo il conoide di Gemona dominato dal monte Cjampon e dai monti circostanti.
Tutta la parte collinare del comune di Rive d'Arcano è caratterizzata da profonde incisioni e avvallamenti, in fondo ai quali scorrono piccoli e limpidi corsi d'acqua, il torrente Patoc e il Corno che scorre nell'antico alveo del Tagliamento.

Inoltre il territorio è percorso dal Canale Ledra e dal Canale di Giavons, nonché dalla Roggia dei Molmi, corsi d'acqua che tutti insieme costituiscono un tracciato di canali artificiali di circa 20 km di estensione, lungo i quali esistono centrali elettriche, battiferro e molini, mentre nelle acque si pratica una intensa attività di pesca da parte di numerosissimi appassionati pescatori sportivi. In questo contesto morfologico costituito da terrazzi, rilievi e dolci pendii, verdi prati si alternano a boschetti spontanei ricchi di piante d'alto fusto e cedue, con molti esemplari di tiglio, rovere, quercia, castagno, carpino, frassino, acacia, ontano, piante che fanno da cornice ad uno splendido scenario che invita alle passeggiate per goderne e scoprirne la bellezza.
Il Comune da parte sua, al fine di proteggere questo patrimonio paesaggistico, ha posto nel Piano Regolatore rigidi vincoli che tutti sono tenuti a rispettare.

La parte pianeggiante del territorio è invece destinata all'agricoltura, attività che un tempo era la componente economica principale, ma la natura arida del territorio che posa sul materasso alluvionale non assicura raccolti remunerativi, in particolare nelle annate siccitose.
Nella Valle del Corno si hanno invece raccolti da record, dopo che questi terreni sono stati riordinati e irrigati a pioggia, favorendo la mono-cultura di mais e soia.

Un'altra attività abbastanza diffusa nel comune è l'artigianato nei vari settori di servizio e di produzione: questa attività, con il settore pubblico, il terziario e l'attivismo delle molteplici associazioni culturali sportive e ricreative completano la composita realtà del Comune di Rive d'Arcano.