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SCORCI E VEDUTE


CASTELLIERE

L'insediamento protostorico si trovava in località Zucule o Castelliere, su terrazzo ghiaioso, delimitato dal torrente Corno e dal rio Petòc.

ll castelliere era difeso naturalmente da ripidi pendii sul versante dei due corsi d'acqua, mentre sul versante nord era stato costruito un aggere alto 3-5 metri. Questi abitati erano diffusi in tutto il territorio della media pianura friulana e sorgevano su rialzi naturali oppure nelle campagne con terrapieni artificiali forse palizzati.

La struttura di Rive d'Arcano è stata rilevata negli anni Quaranta da Lodovico Quarina; successivamente si sono rinvenuti alcuni materiali riferibili all'età del Bronzo: si tratta di frammenti di ciotole decorati a solcature orizzontali.
Questo castelliere risulta similare a quello di Gradisca sul Cosa, in provincia di Pordenone, anch'esso situato alla confluenza di due corsi d'acqua.

LA FORTEZZA MEDIO TAGLIAMENTO FORTE DI COL RONCONE (1915-1917)
All'inizio del nostro secolo lungo tutta la frontiera fra regno d'Italia ed impero Austro-Ungarico, venne costruita una catena di opera militare a carattere difensivo: forti sbarramenti, batterie e torri corazzate con i necessari ricoveri e magazzini.

Il duplice scopo di queste opere, costruiti a cavallo delle principali vie di accesso in Italia, era quello di bloccare l'avanzata di un esercito invasore e di proteggere lo schieramento delle proprie truppe.

L'opera, iniziata nel maggio 1908 e terminata nel 1913, dopo l'ingresso del regno d'Italia nella prima guerra mondiale diventò completamente inutile a causa dell'avanzata dell'esercito italiano oltre il vecchio confine: il bisogno al fronte dì pezzi d'artiglieria portò al rapido disarmo del forte e alla sua utilizzazione come magazzino.

BIOTOPO: COL SAN FLOREAN
La Regione, con proprio decreto del 12.06.98 n. 211, ha individuato il biotopo naturale (area ambientale protetta) sito nella parte nord-est del comune di Rive d'Arcano (sulla destra della strada panoramica in direzione San Daniele del Friuli).

L'individuazione di questo habitat naturale comporta il mantenimento dei prati naturali per il ripristino di condizioni ecologiche compatibili con la tutela delle specie erbacee e animali.
È vietato raccogliere specie erbacee (iris, genziane, orchidee...), catturare o uccidere qualsiasi specie di animali, prelevare o distruggere uova, nidi e tane.

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