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Prima di parlare del territorio del comune di Rive d’Arcano, diamo uno sguardo all’arco alpino formato dalle Prealpi Carniche e Giulie, che abbracciano la pianura friulana dal monte Cavallo al monte Nero, guardando questo splendido panorama anche all’occhio del meno esperto si crea la sensazione di trovarsi di fronte ad uno spettacolare monumento della natura.

Il patrimonio idrico

La pianura friulana è segnata da confini naturali, partendo da levante dai fiumi Timavo e Isonzo, e a ponente dal Meschio e dal Livenza, fiumi che scorrono in superficie e non si disperdono attraverso i fondi ghiaiosi andando ad alimentare la grande falda freatica che scorre sotto i nostri paesi, tutto il Friuli. Il Tagliamento, il Cellina, il Meduna, l’Arzino ed altri minori (quelli che solcano la pianura), dopo pochi chilometri sono messi in secca dal letto permeabile e, solo durante le persistenti precipitazioni si ingrossano e come torrenti in piena irrompono e tracimano gli argini causando gravissimi danni ai centri abitati e alle campagne rivierasche, il fenomeno della scomparsa dell’acqua da molti fiumi ha creato problemi di carenza idrica nella pianura del Medio Friuli, mettendo in crisi l’ agricoltura, quindi si è posto il problema di portare acqua per irrigare l’assettata pianura friulana. Nel I976 veniva formato il Consorzio Ledra Tagliamento.

L'anfiteatro morenico

Dopo   avere parlato del ritiro delle acque dell’Adriatico, della formazione della pianura friulana e del patrimonio idrico di cui dispone il sottosuolo della pianura friulana, fenomeni geologici accaduti dalla fine dell’Era Terziaria, un’era diluviale alternata a glaciazioni di circa un milione di anni.

L’era "Wurmiana", cioè la "Quarta e ultima glaciazione" che ebbe inizio circa 150 mila anni fa. Le Alpi si sono gelate e per millenni i ghiacciai sono lentamente avanzati a ventaglio verso la pianura spingendo in avanti tutto ciò che incontravano, e come una enorme ruspa nel lento avanzare spingeva in avanti ghiaccio, ghiaie, ciottolame e massi cosi che tutto l’insieme ha occupato una parte della pianura.

Stiamo naturalmente parlando del ghiacciaio "Tiliaventino"cioè il Tagliamento, il quale uscendo dalla stretta di Portis/Venzone, inizia l’avanzata verso la pianura. Non si conoscono i tempi della fine del periodo della glaciazione.

Certo é che il punto più avanzato del ventaglio sono i colli di Fagagna, i quali dopo lo scioglimento del ghiacciaio hanno lasciato l’arco di morene che parte da Ragogna, poi San Daniele, Rive d’Arcano, Fagagna, Moruzzo, Pagnacco, Tricesimo e dopo verso Tarcento il Bernadia.

(Testo tratto dal libro Rive d’Arcano di Giovanni Melchior)


Il territorio

Il territorio si estende longitudinalmente da San Vito di Fagagna, Coseano e Fagagna, fino a San Daniele e Majano, a cavallo delle colline della cerchia più avanzata che costituiscono l'anfiteatro morenico del Tagliamento.
La parte collinare del territorio è di una bellezza naturale incomparabile: dalla sommità del Col Roncon (m240) si gode di un doppio panorama; a sud la vista si espande su tutta la pianura friulana e nelle giornate più serene e limpide si intravedono i grattaceli di Lignano ed il mare, mentre a nord si ammira l'arco delle Prealpi Carniche con la piana di Majano e Osoppo e sullo sfondo il conoide di Gemona dominato dal monte Cjampon e dai monti circostanti.
Tutta la parte collinare del comune di Rive d'Arcano è caratterizzata da profonde incisioni e avvallamenti, in fondo ai quali scorrono piccoli e limpidi corsi d'acqua, il torrente Patoc e il Corno che scorre nell'antico alveo del Tagliamento.

Inoltre il territorio è percorso dal Canale Ledra e dal Canale di Giavons, nonché dalla Roggia dei Molmi, corsi d'acqua che tutti insieme costituiscono un tracciato di canali artificiali di circa 20 km di estensione, lungo i quali esistono centrali elettriche, battiferro e molini, mentre nelle acque si pratica una intensa attività di pesca da parte di numerosissimi appassionati pescatori sportivi. In questo contesto morfologico costituito da terrazzi, rilievi e dolci pendii, verdi prati si alternano a boschetti spontanei ricchi di piante d'alto fusto e cedue, con molti esemplari di tiglio, rovere, quercia, castagno, carpino, frassino, acacia, ontano, piante che fanno da cornice ad uno splendido scenario che invita alle passeggiate per goderne e scoprirne la bellezza.
Il Comune da parte sua, al fine di proteggere questo patrimonio paesaggistico, ha posto nel Piano Regolatore rigidi vincoli che tutti sono tenuti a rispettare.

La parte pianeggiante del territorio è invece destinata all'agricoltura, attività che un tempo era la componente economica principale, ma la natura arida del territorio che posa sul materasso alluvionale non assicura raccolti remunerativi, in particolare nelle annate siccitose.
Nella Valle del Corno si hanno invece raccolti da record, dopo che questi terreni sono stati riordinati e irrigati a pioggia, favorendo la mono-cultura di mais e soia.

Un'altra attività abbastanza diffusa nel comune è l'artigianato nei vari settori di servizio e di produzione: questa attività, con il settore pubblico, il terziario e l'attivismo delle molteplici associazioni culturali sportive e ricreative completano la composita realtà del Comune di Rive d'Arcano.