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IL CASTELLO DI ARCANO SUPERIORE

L' attuale castello, che presenta strutture di epoca diversa (secoli XIII-XVI), è sorto su una precedente costruzione fortificata forse anteriore al X secolo. Durante il Medioevo venne chiamato castello di Tricano per via dei tre cani neri raffigurati sullo stemma nobiliare dei feudatari.

Al castello è legata la misteriosa vicenda di Francesco d'Arcano che nel 1635 sposò Todeschina di Prampero, uccisa a pugnalate per gelosia, il cui cadavere venne murato e ritrovato agli inizi del Novecento durante i lavori di restauro. Le strutture sono ben conservate: sono visibili la doppia cinta muraria, il fossato e la torre porta. All'interno vi sono la domus residenziale e gli edifici rustici annessi.

L'attuale castello serba quasi intatta l'antica forma medioevale, con le grosse mura dai merli quadrati, qualche tratto di passo di ronda, parte di una massiccia torrevedetta, il mastio alto e severo e, presso l'ingresso, tracce del ponte levatoio.

La cinta è doppia, e sia quella interna che quella esterna hanno forma irregolare. Nel sottotetto del mastio, verso tramontana, corre una linea di eleganti bifore del primo 1300. Varcato il portone di ingresso, che passa sotto una torre, si sale a destra sino al mastio, oppure si procede diritti sino al cortile dove c'è la chiesetta di S. Maria della Neve. Una scala in pietra immette direttamente all'abitazione.

Negli ampi saloni dell'interno si conservano ritratti di alcuni importanti antenati, di cui uno datato 1480, con le figure di Bartolomeo e Francesco, insigniti dell'ordine cavalleresco di Malta. Si può ammirare anche una Madonna col Bambino e santi, opera di scuola del Pordenone. Sobri stucchi settecenteschi decorano qualche ambiente; si conservano ancora i caratteristici caminetti in marmo; e nella seconda sala a pian terreno ci sono affreschi raffiguranti paesaggi campestri.
Curioso è il ritratto di un maggiordomo di corte, posto nell'atrio, con l'iscrizione "Angelo Candussio, servì fedelmente e bevve terribilmente. Nato 1710 ".

Arte e cultura

LE CHIESE A RIVE D'ARCANO

Ogni centro abitato ha la sua chiesa, dedicata a questo o a quel santo secondo un ordine non casuale:

si determina l'epoca e il tipo di cristianizzazione proprio a partire dal santo cui è dedicata la chiesa.

A noi interessano i toponimi collegati: designano solitamente proprietà terriere lasciate in eredità dai fedeli o acquistate dalla chiesa stessa.

SANT'ANDREA

A Rodeano Alto, è una chiesetta campestre ancora nel 1789; il culto per questo santo risale ad epoca carolingia. Un luogo detto del Sant Andrat è ricordato nel 1533; nel 1602 è chiamato Lì della Strada di Sant'Andrea (via pubblica, di cui rimane un breve tratto a sinistra della chiesa attuale).

SAN MARTINO

Titolo dell'antica pieve, la cui esistenza è provata dal 1184; dà il nome ai prati circostanti e alla strada che dal capoluogo porta a Rivetta: è indizio di una presenza latino-cattolica sul territorio (sec. VI-VII).

La Pieve di San Martino Vescovo ha subito nel corso del tempo numerosi rifacimenti ed ampliamenti. La Plebem de Ripis è ricordata in una bolla del patriarca Gottifredo con la quale la chiesa nel 1184 viene donata al decano Liutprando e ai Canonici di Aquileia. Le prime strutture della Chiesa risalgono tuttavia ad epoca altomedioevale — longobarda o carolingia, com'è testimoniato da importanti tracce architettoniche e resti di sculture rinvenuti negli scavi della navata. L'aspetto attuale risale al Settecento, epoca cui appartiene anche il campanile. La chiesa possiede un'aula rettangolare ed un'abside poligonale, con volta costolonata.
All'interno vi si trovano l'altare maggiore settecentesco (1717) con statue dell'Annunciazione, l'altare del Rosario (1845), opera di Pietro Fantoni di Gemona, un fonte battesimale datato 1541, eseguito durante la reggenza del pievano Zaccaria, e un'acquasantiera del 1504 di Giovanni Antonio Pilacorte. Di particolare interesse è la pala d'altare in pietra dipinta, realizzata nel 1530 da Carlo da Carona con statue di Santi, l'Annunciazione e l'Eterno Padre.

SAN NICOLO'

Titolo della parrocchiale di Rodeano Basso, non dà luogo a toponimi. Il titolo è forse bizantino, anteriore all'epoca longobarda, o diffuso nelle campagne friulane in epoca veneta.

SAN MAURO

La chiesetta di San Mauro sorge sul terrazzo fluviale del fiume Corno ed è circondata da un muretto in ciottoli che circonda il vecchio cimitero.

La costruzione attuale risale al Cinquecento ed è il risultato di rimaneggiamenti ed ampliamenti di una chiesa precedente risalente ai secoli XII — XIII, come testimoniano gli affreschi ritrovati all'interno. Le prime notizie della chiesa risalgono invece al 1390 quando fu eretta a cappellania.

L'edificio fu probabilmente distrutto dai Turchi alla fine del secolo XV e poco dopo ricostruito.

SAN PIETRO

E'il titolo della chiesa di Giavons; dà il nome a un campo (1689), specificato nel 1763 come braida di Prades, detta di San Pietro, un Bearzo, parte del pascolo detto Riva di San Pietro.

Biasutti annota che il titolo di San Pietro è molto antico, successivo soltanto a quello di Santa Maria, ma il nostro San Pietro non rientra in questa cronologia.

SAN FLOREANO

E'il titolo della chiesa di Pozzalis e nome di un colle. In questo titolo si rivela la mano di Popone e dei patriarchi tedeschi.

SAN LEONARDO

Della parrocchiale di Rive d'Arcano. Il culto di questo si diffonde in epoca carolingia,assieme a quello di San Vito (di cui è dedicata la chiesetta di Raucicco).

SAN GIORGIO

Titolo della chiesa di Arcano Inferiore, affermatosi verso il Mille, da il nome alla canipa (1358), cioè al deposito dove venivano conservate le granaglie spettanti alla chiesa, a una braida (1765) e a un campo in Giavons(I839).