
Comune di Rive d'Arcano - Provincia di Udine - Regione Friuli Venezia Giulia
Abitanti: 2.361 al 28.02.2005
Frazioni: Arcano Inferiore, Arcano Superiore, Giavons, Pozzalis, Raucicco, Rivotta, Rodeano Alto, Rodeano Basso
Superfice: 22,42 kmq
Municipio: p.zza I Maggio te. 0432-809711
Densità demografica: 104,7 al Kmq
Altitudine del territorio: max. 240 m slm - min. 120 m slm
RIVE D'ARCANO: nel 1162 è nominata la villam que Ripe dicitur. È plurale del latino ripa, declivio, con richiamo alla posizione del paese ai piedi delle colline. La parola "villa"non è intesa nel significato moderno di "abitazione signorile", ma in quello classico di "villaggio", "centro abitato".
ARCANO: nel 1064 è Darcano, poi Tricano (1161) e Tercano (1220); nel 1282 è distinto in castro Tircani, burgo Tercani; le due frazioni sono segnalate più tardi: Tricani Inferiori (1322) e Archyan de Sopra (1464). Per Frau il toponimo è prediale in -anu dal nome di persona Triccus o Tricco: come dire che all'epoca in cui i romani occupano il territorio friulano a nord di Aquileia, vincendo la resistenza dei locali (I secolo d.C), e lo suddividono in poderi (praedia) assegnati ai soldati-coloni latini, un personaggio celtico, Triccus appunto, riesce ad inserirsi nella partizione ottenendo dai Romani un podere per sè. L'interpretazione non è certissima: Cicerone possedeva un podere Arcanum in Campania, dove i Celti sicuramente non c'entravano. La piazzetta del villaggio è ricordata prima del '500: pars aree et stabulorum et broili posita super platea Arcani (1466), sedimen super platea Arcani (1500), ortum super plazutta (1500).
RODEANO: Isenrico de Rodelano compare in un atto del 1220; la località non appare distinta nelle due frazioni. Il toponimo è un prediale romano in -anu da Rutilius.
Nella piazza c'era lo stagno per l'abbeverata: "suei" o "sfuei", dal latino solium. Il toponimo là del suegl è documentato dal 1533, detto Suei nel 1602.
RIVOTTA: nel 1262 è registrata una cessione di septem mansos sitos in Rodellano et duos in Riuota: è un derivato in -ottu da ripa.
Il manso, o maso, è definito da G. Biasutti come una colonia agricola di circa 25 campi friulani, lavorato da uno o più "fuochi", ossia unità familiari.
GIAVONS: conserva la forma con la quale è documentato nel 1229: Giauons. Viene da gjave, cava, a
sua volta dal latino cavus di cui il toponimo è una forma fatta maschile e accresciuta dal suffisso -one.
POZZALIS: attestato nella stessa forma nel 1272, è derivato in -alis dal latino putea, pozza; "pozale" è sia la pozzanghera piovana sia una pozza più o meno perenne. Nella zona la falda freatica tende alla superficie.
RAUCICCO: i primi documenti scritti sono relativamente tardi: Ruucicho (1344), Roucicco (1377), Riuiciccho (1533). Frau lo ritiene prediale in -icu, quindi indizio di colonizzazione latina in territorio celtico, forse da Rabutius, ma ci pare più probabile un'allusione a riuc, roiuz, dato che l'abitato è proprio sul Corno.
D. Virgili affermava: "questo nome (riuc) è una delle antichissime parole friulane derivate dalla radice indoeuropea ru che indica appunto lo scorrere delle acque. Ritorna altrove in vocaboli che indicano tutti acqua corrente".
SAN MAURO: nome di località tra Arcano Superiore e San Daniele: poche case attorno a una chiesetta molto antica. Con il nome del Santo vengono designati il mulìn sub sancto Mauro (1440), i "campi" (1461), la "braida", il "ronco piantato et prativo" e la "Cleva di San Mauro" (tutti nel 1671): quest'ultima è la strada che collega Arcano Superiore con la chiesa e poi scende al Corno.
La cleua, documentata in zona fin dal 1372, deriva dal latino clivus, declivio, e indica territorio e strada in pendenza. Secondo G. Biasutti il titolo di San Mauro è carolingio, risalente all'epoca del consolida-mento del dominio franco in Friuli (anni 841 - 865).